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ABBAZIA DI SANTA MARIA ROSSA

CENNI STORICI

Da fonti storiche risulta che la prepositura dei canonici regolari di Santa Maria di Crescenzago fu fondata nell’anno 1140 circa, al tempo dell’arcivescovo di Milano, Robaldo (1136-1146), sul luogo di una precedente cappella dedicata alla Vergine Maria.
Si costituì, per ordine dell’Arcivescovo, una “Canonica”, così denominata perché i Sacerdoti che l’abitavano conducevano vita comune, sotto la guida di un Preposto (non “Abate” perché non si trattava di Monaci, ma di preti sotto la giurisdizione del Vescovo). Presero dimora presso l’antica Chiesa presto sostituita da una nuova costruzione che, nelle linee fondamentali, giunse fino ai nostri giorni.

La comunità dei canonici, che si ispiravano alla regola di sant’Agostino, si insediò accanto a questa chiesetta risalente al IX o X secolo dedicata alla Vergine; di essa sono apparse poco significative tracce durante i lavori di restauro per la rimozione del pavimento agli inizi del XX secolo.
Tuttavia alcune strutture murarie, ancora visibili all’interno della chiesa, ne dimostrano l’esistenza affermata da una lapide fatta porre nel 1922 che la fa risalire all’anno 935.

La costruzione della nuova chiesa, più volte rimaneggiata e oggetto di arbitrari interventi di restauro, si data alla fine del XII secolo; in seguito, appunto, all’istituzione della canonica.

Soltanto due anni dopo l’arcivescovo di Milano, Oberto da Pirovano (1146-1166), prende sotto la sua protezione i canonici e ad essi concede donazioni e privilegi.
Questi poterono così estendere i loro domini in Lombardia e possedere terre, come a Cunico nella pieve di Rosate, a sud-ovest di Milano, a causa delle quali nacque una grave vertenza intorno alle decime tra il preposto di Rosate e i canonici di Crescenzago, terminata nell’ottobre dell’anno 1182 per intervento di papa Lucio III.

Ben presto da questa comunità, la prima in ordine di tempo a Milano, ebbero origine altre per filiazione, che si riunirono nella “Congregazione di Santa Maria di Crescenzago”.
Ricordiamo, fra queste, la fondazione della chiesa di S. Giorgio di Bernate Ticino voluta nel 1186 da papa Urbano III.

Sotto il governo del primo preposto Ottone fu stabilita la regola del Monastero di Crescenzago e delle altre canoniche ad esso soggette, approvata in data 10 luglio 1197 dall’arcivescovo di Milano Filippo Lampugnani.

Inoltre l’appoggio di Urbano III e l’elezione a cardinale, nonché la beatificazione di due suoi membri, Albino e Tommaso, testimoniano l’importanza ed il prestigio raggiunti dalla Congregazione.

Nel 1250 il frate domenicano Stefano Spagnolo, penitenziere del Papa e visitatore apostolico in Lombardia, è a Crescenzago per ordinarvi la riforma del chiostro e la costruzione di un ospedale per i poveri infermi, secondo il volere di papa Innocenzo IV.
Nel 1251 lo stesso pontefice, diretto da Milano a Trezzo, pernotta nel monastero.

Qualche anno dopo, nel 1254, Papa Alessandro IV raccoglie in un solo ordine tutte le comunità di S. Agostino;
i canonici sono detti Lateranensi, essendo in Laterano la sede generale dell'ordine.

Nei due secoli seguenti i Canoni Lateranensi edificarono altre canoniche con chiese dedicate alla Madonna : Santa Maria di Casoretto,
chiamata bianca per distinguerla dall'originale S.Maria Rossa della vicina Crescenzago,
Santa Maria di Loreto, che venne detta nera,
e Santa Maria della Passione.

Sul finire del secolo XIII, nelle lotte fra Torriani e Visconti per il possesso del Milanese, Crescenzago è spesso accampamento di milizie e rifugio di esuli milanesi.

Nel 1322 Matteo Visconti, signore di Milano, muore scomunicato nella canonica di Santa Maria Rossa e vi è nascostamente sepolto.

Nel secolo XIV vengono eseguiti i preziosi affreschi nell'abside maggiore; nel secolo successivo vengono effettuate altre modifiche, compresa la realizzazione di alcune cappelle laterali.

Non è noto quando la canonica di Crescenzago passò in “commenda”, ma è probabile, come avvenne per altri monasteri nel Milanese, che sia stato verso la metà del XV secolo.
Nel 1502 era preposto commendatario Federico Sanseverino, cardinale diacono del titolo di San Teodoro.

L'ultimo commendatore fu, nel 1738, il conte Carlo Perlas cavaliere Gerosolomitano.

Nel 1772 il cardinale Pozzobonelli, presi accordi con Clemente XIV e l'imperatrice d'Austria, Maria Teresa, sopprime la canonica di Santa Maria di Crescenzago che diviene semplice parrocchia.


Questa lapide, esposta all'ingresso della chiesa a ricordo dei restauri del secolo scorso,
elenca alcune tappe della storia dell'Abbazia.

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